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20/02/2012

Apocalisse di Giovanni

L'Apocalisse di Giovanni, comunemente conosciuta come Apocalisse o Rivelazione o Libro della Rivelazione (da Αποκάλυψις, apokálypsis, termine greco che significa "rivelazione"), è l'ultimo libro del Nuovo Testamento ed è la sola apocalisse accettata nel canone della Bibbia. Il libro è uno dei più controversi e difficili da interpretare di tutta la Bibbia.

20091126285099129hydram.jpgL'Apocalisse appartiene al gruppo di scritti neotestamentari noto come "letteratura giovannea", in quanto scritta, se non dallo stesso apostolo, nei circoli che a lui e al suo insegnamento facevano riferimento.

Di 404 versetti, 278 contengono almeno una citazione veterotestamentaria. I libri che hanno maggiormente influenzato l'Apocalisse sono i libri dei Profeti, principalmente Daniele, Ezechiele, Isaia, Zaccaria e poi anche il Libro dei Salmi e l'Esodo.


Il libro è indirizzato alle sette chiese dell'Asia Minore, Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea, con lo scopo precipuo di incoraggiare i fedeli a resistere alle persecuzioni da parte delle autorità romane, con la promessa dell'avvento del regno escatologico.

    Dopo l'introduzione (cap. 1) ed una parte pastorale (cap. 2-3), con le lettere alle Chiese, i cap. 4-5 presentano la visione celeste, con l'adorazione di Dio da parte dei quattro esseri viventi e dei ventiquattro anziani, e l'intronizzazione dell'Agnello.

    I cap. 6-11 descrivono l'apertura del libro dai sette sigilli, l'invio della serie dei flagelli, con i quattro cavalieri dell'Apocalisse (carestia, guerra, pestilenza e morte), ed i sette suoni di tromba.

    La seconda parte dell'opera è introdotta dal primo dei sette segni: la visione della donna, con il bambino maschio che ha partorito, che subisce la persecuzione del drago con sette teste e dieci corna (cap. 12). I cap. 13-15 descrivono gli altri sei segni: la bestia del mare, la bestia della terra, l'agnello e i vergini, i tre angeli, il figlio dell'uomo e gli angeli delle sette piaghe.

    I sette calici (cap. 16) sono seguiti dall'annuncio della caduta di Babilonia, la famosa prostituta (cap. 17-18).

    Chiudono il libro i capitoli 19-22, con la sconfitta della bestia, il regno dei mille anni, il giudizio finale e la Gerusalemme celeste.

    Il libro si conclude con un monito: Se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro (Ap. 22,18-19).

Genere letterario
Il genere apocalittico

L'Apocalisse è espressione del genere letterario apocalittico. Fanno parte di questo genere letterario, oltre al nostro testo, alcuni libri dell'Antico Testamento quali Ezechiele e Daniele ed alcuni libri apocrifi. Esso si è sviluppato particolarmente nei secoli concomitanti la venuta di Gesù Cristo. Esso deriva dal genere letterario profetico, del quale è uno sviluppo. I due generi letterari vogliono essere una rivelazione di Dio agli uomini in particolari situazioni. Quello profetico usa in particolar modo "parole di Dio", riflessioni e fatti del profeta.

Caratteristiche principali del genere letterario apocalittico sono: le visioni, le immagini e i simboli. Le visioni sono esperienze visive che l'autore afferma di aver ricevuto e che cerca di trasmettere fedelmente. Non sono da ritenersi fatti storici, ma sovente esse sono degli artifici letterari per comunicare una determinata idea. Le immagini servono per descrivere determinate caratteristiche da attribuire, per esempio, a certi personaggi o a certi animali (per dire che un personaggio conosce molto si dirà che ha molti occhi). I simboli, per esempio quelli numerici, fanno riferimento a realtà sovente nascoste e da interpretare nel modo corretto. Sovente queste caratteristiche sono accumulate senza immediata coerenza, per cui ad una prima lettura lasciano sconcertato il lettore.

Nel genere apocalittico passato, presente e futuro si lasciano abbracciare d'un sol colpo: non è sempre facile collocare esattamente un certo fatto nella sua dimensione temporale esatta. Per esempio, anche se il libro è tutto scritto al futuro, il suo intento è oltremodo rivolto al presente; in altre parole, si parla del futuro per parlare del presente.

Secondo l'esegeta francese Paul Beauchamp "la letteratura apocalittica nasce per aiutare a sopportare l'insopportabile". Nasce cioè in momenti di estrema crisi per portare un messaggio di speranza: anche se il male sembra prevalere, bisogna aver fiducia nella vittoria finale del Bene. Sarebbe quindi errato pensare che l'Apocalisse sia "un libro che rivela dei segreti speciali e particolari sulla storia futura".

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